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Reazione al fuoco degli elementi da costruzione: MPM spiega quali sono i requisiti di sicurezza per le pavimentazioni

By 15 Giugno 2022Maggio 10th, 2024No Comments

Il comportamento al fuoco di una pavimentazione si valutata sulla base della classe di reazione al fuoco attribuita al materiale. Infatti, il rivestimento della pavimentazione può ritardare la propagazione del fuoco, allungando i tempi di evacuazione degli occupanti.

Quindi, durante un incendio, il pavimento potrebbe avere un ruolo decisivo nei momenti di pre-flashover, ovvero nei primi minuti dopo l’innesco della fiamma. Ai fini della prevenzione incendi, quindi, la reazione al fuoco del pavimento dimostra di essere a tutti gli effetti una misura antincendio di protezione passiva, potendo dare un notevole vantaggio alla gestione dell’emergenza.

Le prestazioni in esposizione alla fiamma dei prodotti impiegati per il rivestimento delle pavimentazioni vengono codificate dalle euroclassi, così come definite nell’UNI EN 1305-1. La classificazione europea è stata introdotta in Italia con il DM 10/03/2005, in sostituzione di quanto previsto dal DM 26/06/84. La tabella comparativa, di raccordo tra la normativa italiana e quella europea, mette in relazione le classi di reazione al fuoco con l’impiego finale del prodotto.

Come si determina la reazione al fuoco dei materiali di rivestimento
Per valutare la tendenza di un pavimento ad alimentare o rallentare la propagazione di un incendio, si testa la reazione al fuoco del materiale, secondo i metodi di prova e i criteri di classificazione definiti per ogni classe dal D.M. 15/03/2005. I prodotti impiegati per il rivestimento vengono esposti alla fiamma, per misurare il loro grado di partecipazione ad un incendio nei primi minuti dall’innesco. In base ai risultati delle prove si può attribuire al prodotto la corretta classe di reazione al fuoco.

Classificazione europea della reazione al fuoco secondo UNI EN 1305
Per la classificazione di reazione al fuoco dei pavimenti, si deve fare riferimento alle euroclassi definite nell’UNI EN 1305 – 1, recepite in Italia con il DM 10/03/2015. La classe di reazione al fuoco della normativa europea è in pratica un codice alfanumerico, che fornisce un quadro completo sul comportamento di reazione al fuoco di quel materiale, attraverso alcuni indicatori.

Grado di incombustibilità
Si indica con le lettere maiuscole dell’alfabeto fino alla F. Per la sola lettera A è prevista un’ulteriore distinzione, in A1 e A2. Cosa significa esattamente classe A1? E’ l’unica classe ammessa dove sono richieste caratteristiche di incombustibilità assoluta. La classe F invece indica che il materiale non è classificato per la reazione al fuoco. Per i pavimenti viene utilizzata la sigla aggiuntiva “fl” che sta per floor.

In passato, il grado crescente di infiammabilità dei materiali era espresso nella normativa italiana in sei classi di reazione, con numeri da 0 a 5, dove la classe 0 significava materiali non combustibili. Gli Eurocodici prevedono ora due ulteriori indicatori di comportamento durante la combustione. Vediamo cosa esprime la classificazione accessoria per tutti i materiali appartenenti alle classi da A2 a D.

Livello di emissione di fumo
Si indica con la lettera minuscola “s” che sta per smoke, seguita da un numero che si riferisce alla produzione di fumo:

  • s1, quantità e velocità di emissione assenti o deboli
  • s2, quantità e velocità di emissione di media intensità
  • s3, quantità e velocità di emissione elevate.

Livello di gocciolamento
Si indica con la lettera minuscola “d” che sta per drops, seguita da un numero che esprime la quantità di gocce ardenti emesse:

  • d0, nessun gocciolamento
  • d1, lento gocciolamento
  • d2, elevato gocciolamento.

Per il materiale di rivestimento dei pavimenti si considera la sola classificazione accessoria “s”.
Ad esempio, reazione al fuoco in classe Bfl-s1 indica un materiale per impiego a pavimento, che non emette fumi durante la combustione.

Impiego a pavimento: quale classe di reazione adottare
In generale, la scelta della classe da adottare dipende dall’impiego finale del prodotto da costruzione. Il D.M. 15/03/2005 mette in correlazione le classi italiane con quelle europee in funzione delle specifiche finalità di impiego. Nel caso il prodotto sia adoperato per la pavimentazione, occorre prevedere requisiti di sicurezza più restrittivi per le vie di esodo, mentre in tutti gli altri ambienti, si può fare riferimento alla tabella comparativa per impiego a pavimento.

Quadro normativo EU/ITA: come si interpreta la tabella comparativa
La tabella comparativa offre un quadro normativo di raccordo sulla reazione al fuoco tra le euroclassi e la vecchia classificazione italiana del DM 26/06/84. Non è possibile individuare una corrispondenza perfetta tra le due classificazioni, in quanto fanno riferimento a metodi e criteri di valutazione differenti.

Ma possiamo facilmente scoprire a quale classe della vecchia normativa italiana corrisponde una euroclasse attuale. Bisogna comunque tenere presente che non vi è un rapporto di reciprocità tra le due classificazioni. Infatti, ad una singola classe italiana potrebbero corrispondere diverse euroclassi. Questo perché, combinando il grado di incombustibilità con i due indicatori della classificazione europea accessoria, si genera automaticamente un’ampia casistica di classi.