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Lavori di rinforzo per la riduzione del rischio sismico: lo stucco epossidico Starcement 385 di MPM

By 7 Aprile 2022Maggio 10th, 2024No Comments

Si può usare lo stucco epossidico per preparare una superficie ammalorata alla successiva applicazione del sistema di rinforzo. Ma prima di presentare lo stucco epossidico mpm per le lavorazioni di rinforzo strutturale, in questo articolo si parlerà un po’ di Sismabonus, e di quali sono le lavorazioni ammesse dall’incentivo.

Che cosa è il Sismabonus
Sismabonus è l’incentivo previsto per la riqualificazione strutturale del patrimonio immobiliare esistente nelle zone sismiche 1, 2 e 3. In particolare, la legislazione vigente mette a disposizione una serie di agevolazioni per gli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche.

In breve i contribuenti che eseguono interventi per il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici possono detrarre fino al 110% delle spese sostenute. Rientrano nel Sismabonus gli interventi effettuati sugli edifici condominiali, sugli edifici unifamiliari e sugli edifici da 2 a 4 unità immobiliari appartenenti al medesimo soggetto.

Il Sismabonus oggi: varie possibilità d’intervento agevolabili
Il comma 4 dell’art. 119 del DL 34/2020 prevede l’estensione del beneficio Sismabonus a tutti gli interventi per la riduzione del rischio che:
– non prevedono alcun passaggio di classe;
– comportano il passaggio ad 1 classe di rischio inferiore;
– agiscono su parti comuni di edifici condominiali.

Acquisto case antisismiche
Il cosiddetto “Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche” o Sismabonus Acquisti (art.16 comma 1-septies del DL 63/2013) estende l’agevolazione del Sismabonus all’acquisto di case antisismiche situate nei comuni delle zone a rischio sismico 1, 2, e 3.
Dunque, vediamo quali sono gli interventi antisismici ammessi e quali metodologie di intervento consentono di accedere al Sismabonus.

Tipologie di intervento strutturale ammesse con il Sismabonus
La normativa italiana individua varie categorie di intervento che possono fruire del Sismabonus al fine migliorare la sicurezza antisismica degli edifici:
– demolizione e ricostruzione totale.
– adeguamento sismico: si riferisce agli interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle norme tecniche.
– miglioramento sismico: comprende gli interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma.
– riparazioni o interventi locali che riguardano singoli elementi strutturali e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti, come, ad esempio, migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti dell’edificio, anche se non danneggiati.

Quali metodologie usare per il rinforzo strutturale degli edifici?
Gli interventi possibili per il rinforzo strutturale con detrazioni fino al 110% possono ricorrere sia a metodi tradizionali che innovativi.

Interventi particolarmente indicati per le strutture in c.a. sono i seguenti:
rinforzo degli elementi strutturali, ad esempio mediante incamiciatura in acciaio di travi e pilastri, o placcaggio con materiali compositi fibrinforzati;
– aggiunta di nuovi elementi resistenti, per esempio di un pilastro per ridurre lo scarico su quelli esistenti, oppure di un intero sistema di travi secondarie per migliorare il comportamento dei solai esistenti;
– eliminazione di meccanismi di piano con opportuni irrigidimenti come l’aggiunta di controventi o pareti.

Sismabonus, a chi è rivolto: 3 tipi di case agevolabili
Se si sta per ristrutturare casa, il Sismabonus è un’opportunità da non lasciarsi scappare per migliorare la sicurezza sismica della propria abitazione, con possibilità di detrarre dalle imposte sui redditi sino a 96.000 € per ogni unità immobiliare. Ad esempio potrebbe essere il caso di Francesco, che vuole rinnovare il sua vecchio casale di famiglia, oppure di Anna, che ha appena acquistato un appartamento in città, o magari di Luca, che abita in una casa plurifamiliare.
TIPO  N° 1 – Casa unifamiliare in zona sismica 1,2 o 3
Francesco è proprietario di un vecchio casale di famiglia, e vorrebbe ristrutturarlo per donarlo ai suoi figli. Considerato che l’abitazione è ormai disabitata da tempo, richiede un vasto intervento di recupero sia architettonico che strutturale.

TIPO N° 2 – Appartamento condominiale in zona sismica 1,2 o 3
Anna ha acquistato un appartamento di città, in un condominio degli anni ’70. A dire il vero, pensa che ristrutturare un vecchio appartamento sia un’ottima occasione per migliorare il comfort e le prestazioni energetiche e strutturali dell’edificio.

TIPO N° 3 – Unità immobiliare in edificio plurifamiliare in zona sismica 1,2 o 3
Luca abita in un edificio plurifamiliare di recente costruzione. Oltre a volerlo rinnovare per ottimizzarne lo spazio abitativo, lamenta anche condizioni non ottimali a livello di temperatura e umidità.

Esempio pratico riduzione del rischio sismico su un edificio in c.a.: preparazione del supporto con stucco epossidico
Bisogna realizzare un intervento di riduzione del rischio sismico su un edificio in c.a.?
Ecco un esempio pratico di intervento di rinforzo strutturale su un edificio in c.a., con l’aiuto di uno stucco epossidico tixotropico.

Progetto di rinforzo
Prima di tutto, nel caso che si prenderà in esame, dopo opportune valutazioni sulle criticità della struttura esistente, il progettista ha ipotizzato interventi locali su travi e pilastri, al fine di incrementarne la resistenza. In particolare, il progetto di rinforzo prevede il ringrosso della sezione per incamiciatura di travi e pilastri.

Incamiciatura travi e pilastri
Oggi la ricerca e sviluppo sui sistemi di rinforzo offre un’ampia scelta di tipologie di materiali da utilizzare. In effetti, quelli più comunemente utilizzati un tempo erano in acciaio, ma oggi si possono trovare anche materiali firborinforzati, sempre più richiesti dalle sovraintendenze.

Lavorazioni esecutive per intervento con incamiciatura 
Ad ogni modo, che il sistema di rinforzo sia realizzato tradizionalmente in acciaio, o che si voglia ricorrere alle ultime tendenze del momento, la sua applicazione manuale deve essere realizzata con estrema cura. Di conseguenza, la preparazione della superficie di supporto ha una valenza essenziale per la buona riuscita della lavorazione.
Per esempio, l’esecuzione dell’incamiciatura viene qui presentata considerando l’ipotesi che venga rilevata la presenza in situ in corrispondenza delle parti interessate dall’applicazione del rinforzo di: fessurazioni e/o lesioni, strato corticale e/o volumetrico di calcestruzzo carbonatato e/o ammalorato.

Prodotti per ripristino e livellamento della superficie di supporto: stucco epossidico tixotropico
Per ottimizzare l’efficacia del sistema complessivo di rinforzo è buona norma impostare le lavorazioni con la preparazione del substrato (consolidamento della superficie di calcestruzzo all’interfaccia).
A tal proposito, le “LINEE GUIDA PER RIPARAZIONE E RAFFORZAMENTO DI ELEMENTI STRUTTURALI, TAMPONATURE E PARTIZIONI” – ReLUIS raccomandano di procedere come segue:
rimozione dell’intonaco e rimozione corticale del c.a. ammalorato;
– pulizia per la rimozione di ogni residuo di lavorazione;
– riparazione di fessure strutturali in elementi in calcestruzzo armato con utilizzo di resine epossidiche di adeguata viscosità e fluidità;
– rasatura di livellamento mediante riporto diretto di stucco epossidico a consistenza tissotropica, per la regolarizzazione della superficie di supporto in c.a. (eliminazione delle irregolarità presenti sulla superficie di calcestruzzo all’interfaccia).

STARCEMENT 385, stucco epossidico tixotropico per i tuoi lavori con il Sismabonus
STARCEMENT 385 è uno stucco a base di resine epossidiche, che indurisce a temperatura ambiente e può essere usato come sia come adesivo che come riempitivo.
Questo adesivo e sigillante epossidico è conforme ai requisiti richiesti dalla norma UNI EN 1504-4:2005 – Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo. Il prodotto permette una rapida stuccatura di crepe e buchi in tutti gli elementi verticali e orizzontali al fine di regolarizzare il piano di posa per la corretta esecuzione del successivo rinforzo strutturale.

Sotto la sua consistenza morbida e cremosa, STARCEMENT 385 cela elevate caratteristiche meccaniche, una elevatissima tixotropia, nonché ovviamente eccellenti capacità di adesione al supporto e indurimento in presenza di condizioni avverse di umidità.

Si può portare STARCEMENT 385 con sé in cantiere per tutte le operazioni preliminari di preparazione del supporto esistente all’applicazione del sistema di rinforzo strutturale:
Riempimento e sigillatura di discontinuità nelle opere in calcestruzzo.
Rasature e riparazioni.
Incollaggio calcestruzzo-calcestruzzo, marmo, pietra, legno, neoprene, ed altri materiali (barre e lamine).
Adesivo di ripresa di getto.